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PROSSIMAMENTE 

THE LOST LEGACY OF TONY GAUDIO

De Sica, Fellini, Loren, Benigni, Sorrentino. Tanti sono gli italiani che hanno vinto un premio Oscar®. Ma il primo in assoluto fu Gaetano “Tony” Gaudio, pioniere della fotografia cinematografica, calabrese emigrato a Hollywood, che conquistò l’ambita statuetta nel 1937.

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LA SINOSSI

Comunemente, si ricorda come primo Oscar® vinto da un italiano, quello del 1947 a Vittorio De Sica per “Sciuscià”.

 

Ma già dieci anni prima un altro italiano aveva vinto l’Academy Award, un uomo meno noto ma la cui carriera fu altrettanto significativa: un direttore della fotografia, Gaetano “Tony” Gaudio, emigrato ai primi del ‘900 da Cosenza a Hollywood, alla volta del sogno americano.

 

Lì divenne pioniere ed innovatore delle tecniche di illuminazione e di ripresa cinematografica, ponendo le basi a quello che poi diventerà lo stile delle immagini del cinema moderno.

 

Un uomo osannato dalla stampa americana della prima metà del ‘900, insignito in patria del titolo di Cavaliere del Regno da Vittorio Emanuele III (onorificenza da lui rifiutata per sottolineare la propria lontananza dal regime fascista italiano) e divenuto ben presto punto di riferimento delle grandi Dive dell’epoca, quali Bette Davis, Greta Garbo, Norma Talmadge.

 

“The Lost Legacy”, quindi, è un documentario che vuole raccontare il viaggio che ha portato Tony Gaudio dalla Calabria alla consacrazione del 1937 da parte dell’Academy of Motion Picture, indagando anche il mistero che si cela dietro la sparizione della sua statuetta, il primo Oscar® italiano.

NOTE DELL'AUTORE

Che la storia di Tony Gaudio sia oggi del tutto ignota ai più, ha dell’incredibile.

Un ragazzo di fine ‘800, cresciuto in Calabria nella bottega fotografica di famiglia e che, con l’avvento del nuovo secolo, emigra negli Stati Uniti carico di speranze e sogni. 

Tony diventerà ben presto uno stimato membro dell’industria cinematografica, fondando e presiedendo le maggiori istituzioni dell’epoca (alcune delle quali ancora esistenti, come l’American Society of Cinematographers), contribuendo alla definizione non solo dei moderni standard tecnici di ripresa ma anche impegnandosi in prima persona nel riconoscimento e tutela della figura del direttore della fotografia, precedentemente un ruolo secondario e neanche citato nei credits dei film.

 

L’intervento nel documentario di studiosi, storici e tecnici del settore, oltre alla presenza dell’alter-ego moderno di Gaudio, Mauro Fiore, permette di raccontare il viaggio di Tony attraverso due secoli e due continenti, una storia che si pone a cavallo tra le prime sperimentazioni cinematografiche e le forme più contemporanee di produzione.

 

Il filo rosso che lega la narrazione, è l’elemento della ricerca della statuetta smarrita vinta nel 1937, con un investigatore privato (unico personaggio di finzione), interpretato dall'attore Howard Ray, il quale compie una vera e propria indagine sulle tracce della vita familiare e professionale di Tony Gaudio.

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